Madonna del Divino Amore

Madonna_del_divino_amore_Jesi

Giovan Battista Salvi detto il Sassoferrato
Madonna con Sant’Anna, Gesù e San Giovannino detta Madonna del Divino Amore
Olio su tela, cm 136×109,5
Jesi, Museo Diocesano

La tela riproduce, con alcuni adattamenti liberi tipici delle opere del Salvi, la Madonna del Divino amore realizzata da Raffaello fra il 1517 e il 1518 e ricordata da Giorgio Vasari nella “Vita di Raffaello” come una delle più belle del periodo romano.
Salvi dimostra ancora una volta di non essere un freddo copista, ma un pittore che, dimostrando capacità tecnica e determinazione, decide di far propri i capolavori del grande maestro urbinate, avvolgendo i suoi personaggi di una incantevole patina eterna ed incorruttibile: nel gruppo centrale le figure della Madonna con il Bambino, di sant’Anna e del piccolo san Giovanni vengono effigiati con tratti più addolciti e teneri rispetto al dipinto raffaellesco, dove invece sono autentici corpi di scultura. Anche il dialogo che si instaura attraverso gli sguardi dei quattro personaggi rende l’atmosfera del gruppo centrale ancora più carica di eleganza e di quella leggerezza della pensosità. Un dipinto ricco di significati, come le due donne effigiate, che con i loro diversi tratti sembrano rappresentare una eroina dell’Antico e una del Nuovo Testamento: la bellezza antica di sant’Anna (per molto tempo creduta sant’Elisabetta), simbolo della Chiesa, fa da contrappunto alla umiltà di Maria, icona della bellezza divina.
Il dipinto non si esaurisce però nel dialogo serrato ma silenzioso del gruppo principale, ma trova completezza sullo sfondo, dove, in afflato quasi onirico, viene raffigurato mentre cammina nascosto dalla luce perfetta, con un atteggiamento pensieroso e con le mani conserte, Giuseppe, colto dal Salvi nella tempesta dei pensieri che tumultuavano nel suo rettissimo cuore.

Dalla scheda di catalogo di Andrea Viozzi

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