Ritratto del Cardinale Ottoboni

Ritratto_di_cardinale_Padova

Giovan Battista Salvi detto il Sassoferrato
Ritratto del cardinale Pietro Ottoboni
Olio su tela, cm 129 x 99
Padova, Musei Civici agli Eremitani

Sebbene oggi non se ne conservino che poche testimonianze, Sassoferrato si distinse come un ritrattista straordinariamente abile nel coniugare la resa attenta e realistica del volto con una volontà di idealizzazione formale che trascende il contingente fino ad elevare il personaggio in un’ aura sospesa, “senza tempo” .
I numerosi studi preparatori conservati a Windsor testimoniano che il Salvi indagò con la matita molti più personaggi di quanti ne siano finora riemersi in pittura: a questa galleria di figure, legate per lo più all’ambiente ecclesiastico, si relaziona il ritratto del cardinale Ottoboni, elevato al papato con il nome di Alessandro VIII. Il porporato veneto è effigiato a tre quarti di figura, seduto su un seggiolone i cui terminali dorati recano incisa l’aquila bicefala di casa Ottoboni: la mano sinistra poggia in modo affettato sul bracciolo, mentre la destra tiene il berretto cardinalizio mostrando un prezioso anello. Il volto ancora giovanile, ma che lascia presagire i segni di una incipiente pinguedine, è colto con gli occhi fieramente puntati verso l’osservatore, instaurando così un rapporto diretto e coinvolgente con il riguardante. La postura del cardinale, scorciato in diagonale, richiama l’impostazione di quelli realizzati da Scipione Pulzone, dai modelli del quale deriva anche la soluzione di dare risalto al prelato grazie ad un elaborato tendaggio rosso scuro raccolto in pieghe studiate ed eleganti.

Dalla scheda di catalogo di Stefano Papetti

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